Materiali

Cera, Stoppini e Profumi: i Materiali dell'Artigiano Ceraio

Esposizione di candele di cera di soia in una bottega

La scelta della materia prima è la variabile più determinante nella produzione di una candela artigianale. Influenza la temperatura di fusione, la velocità di combustione, la quantità di fumo prodotto, la tenuta del profumo e il comportamento della superficie durante e dopo l'accensione. Ogni tipo di cera presenta caratteristiche tecniche specifiche che il ceraio deve conoscere prima di impostare un processo produttivo.

Paraffina

La paraffina è una miscela di idrocarburi saturi derivata dalla raffinazione del petrolio. È il materiale più diffuso nell'industria ceraria mondiale e viene prodotta in gradi di durezza differenti in base al punto di fusione: le paraffine a basso punto di fusione (46–54 °C) si usano per candele da contenitore; quelle a punto di fusione più elevato (58–68 °C) per candele a colonna e per le varianti che richiedono una maggiore struttura.

La paraffina è apprezzata per il costo contenuto, la disponibilità uniforme e la facilità di lavorazione. Accetta bene i coloranti e trattiene i profumi con buona resa. Tra gli svantaggi tecnici vanno segnalati un indice di ritiro elevato (che complica la colatura in stampi profondi) e una tendenza a formare opacità superficiali (frosting) nelle prime ore dopo la solidificazione, per effetto della ricristallizzazione degli idrocarburi a catena più lunga.

Additivi comunemente usati

Per migliorare le proprietà meccaniche e ottiche della paraffina, i cerai aggiungono spesso piccole quantità di:

  • Stearina (10–20%) — aumenta la durezza e riduce il fenomeno del frosting.
  • Vybar (0,1–0,5%) — polimero che migliora la ritenzione del profumo e la resa del colore.
  • Cera microcristallina (2–5%) — aumenta la flessibilità e l'adesione agli stampi.

Cera d'api

La cera d'api è il materiale cerario più antico d'Italia. Prodotta dalle ghiandole ceripare dell'ape (Apis mellifera), viene estratta dai favi dopo la smielatura e sottoposta a fusione e filtrazione prima dell'uso. Il punto di fusione varia tra i 62 e i 65 °C secondo la provenienza botanica del nettare raccolto.

Le candele in cera d'api pura presentano caratteristiche tecniche superiori alla paraffina su diversi fronti: bruciano più lentamente (fino a due volte più a lungo, a parità di massa), producono una quantità di fumo trascurabile e rilasciano durante la combustione tracce di propoli e oli essenziali che contribuiscono all'odore caratteristico — simile al miele e alla cera d'alveare — riconoscibile sin dalle prime fasi dell'accensione.

Il principale svantaggio commerciale è il costo: la cera d'api grezza di qualità italiana — in particolare quella di produzione toscana e umbra, dove l'apicoltura è radicata da secoli — raggiunge prezzi al chilogrammo fino a dieci volte superiori alla paraffina industriale. Questo ne limita l'uso alle produzioni di fascia alta o alle candele votive di grandi dimensioni, dove la durata giustifica l'investimento.

Stearina

La stearina (acido stearico) è un acido grasso ottenuto per idrolisi di grassi animali o vegetali. Ha un punto di fusione intorno ai 69–70 °C e si presenta come un solido bianco opaco. Nella cereria artigianale viene raramente usata da sola — la sua friabilità la rende inadatta a candele di grande formato — ma è un additivo fondamentale per la paraffina, alla quale conferisce maggiore opacità, durezza e stabilità dimensionale.

Le candele a base di stearina pura erano comuni nell'Europa del XIX secolo, prima della diffusione industriale della paraffina, e sono ancora presenti in alcune produzioni tradizionali nordeuropee. In Italia il loro uso è documentato soprattutto nella cereria ecclesiastica.

Cere vegetali: soia e palma

A partire dagli anni 2000, le cere vegetali hanno guadagnato spazio nella produzione artigianale italiana, soprattutto tra i cerai che si rivolgono a mercati attenti alla sostenibilità ambientale.

La cera di soia, ottenuta per idrogenazione dell'olio di soia, ha un punto di fusione basso (45–50 °C) e viene utilizzata quasi esclusivamente per candele da contenitore. Presenta una superficie tipicamente liscia o leggermente granulare, con un ritiro molto basso rispetto alla paraffina, il che semplifica la produzione di candele senza formazione di avvallamenti visibili. La ritenzione del profumo è buona ma inferiore a quella della paraffina trattata con polimeri.

La cera di palma ha un punto di fusione più elevato (54–58 °C) e si distingue per la formazione di una struttura cristallina naturale sulla superficie delle candele raffreddate, con un effetto visivo che ricorda le piume o la brina. Questa caratteristica è molto ricercata in certi segmenti del mercato decorativo.

Stoppini: composizione e scelta

Lo stoppino è il componente tecnico più sottovalutato della candela, eppure determina in modo diretto la qualità della combustione. Un diametro errato causa due problemi opposti: uno stoppino troppo sottile si spegne per affogamento nella cera fusa; uno troppo grosso produce una fiamma alta e fumosa che consuma la cera più velocemente dei lati della candela, lasciando un cilindro esterno non bruciato (tunneling).

Gli stoppini sono classificati in base alla struttura (piatti, arrotolati, in maglia) e al diametro. Per le cere dure (cera d'api, stearina) si usano stoppini piatti in cotone non cerato; per le cere morbide (soia, paraffina a basso punto di fusione) si preferiscono stoppini con un'armatura più rigida o precerati che mantengano la verticalità durante la combustione.

In Italia alcune botteghe artigianali del Piemonte producono stoppini in cotone biologico locale, immersi in una soluzione di sale e acido borico per rallentare la combustione e ridurre la formazione di carbonizzazioni sulla punta (mushrooming).

Profumazione

L'aggiunta di profumi o oli essenziali è una pratica diffusa ma tecnicamente delicata. La quantità massima di profumo che la cera può assorbire senza separazione (fragrance load) varia per tipo: la soia accetta fino al 10% in peso, la paraffina trattata con Vybar fino al 12%, la cera d'api fino al 6% circa. Superare questi valori produce oli liberi in superficie che alterano la combustione.

Le botteghe artigianali italiane di fascia alta utilizzano prevalentemente oli essenziali naturali — lavanda del Piemonte, bergamotto della Calabria, rosa damascena dell'Appennino tosco-emiliano — in accordo con la tradizione locale della profumeria naturale italiana, che ha centri di eccellenza a Firenze (con il riferimento storico della Farmacia di Santa Maria Novella) e Grasse, in collaborazione con produttori d'oltralpe.

Aggiornato: 14 maggio 2026